Bruscolotti al fianco di Higuain ed a gamba tesa sulla Juve

Il leggendario Capitano "Pal ‘e fierr” (palo di ferro), baluardo invalicabile della difesa del glorioso Napoli di qualche anno fa, ci regala un racconto e un raffronto tra il suo calcio e quello di oggi. Un video imperdibile per tifosi, nostalgici ed amanti dello sport.

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“Higuain ha sbagliato ma va capito. Diego Armando Maradona però non avrebbe reagito così”. Peppe Bruscolotti capitano del Napoli del primo scudetto non assolve ma comprende il Pipita.

“ Diego riceveva tanti falli e provocazioni. Era consapevole delle botte che prendeva. Il comportamento di Higuain non si giustifica ma va capito. Ci sono momenti particolari in campo dove può succedere quel che è accaduto. Anche io ne ho viste e sentite di tutti i colori. I giocatori della Juventus dicevano cose all’arbitro terribili. Se le avessi dette anche io mi avrebbero sbattuto in carcere. Esiste la sudditanza psicologica ed anche di più. Ho visto cose lampanti ed evidenti Ma cosa cambia se ne parliamo? Le cose non si cambiano!”

Ospite di OptiMagazine, Peppe Bruscolotti ha presentato “Una vita azzurra” ( Rogiosi Editore) scritto con Rosario Bianco e le foto di Sergio Siano. Tanti amarcord, formidabili quelli sulle papere del portiere Carmignani, ma anche tante frecciate sul Napoli di oggi e di domani.

“Ho ceduto la mia fascia di capitano a Diego – ricorda Bruscolotti che detiene il primato di presenze in maglia azzurra – perché lo vedevo motivato, innamorato del gioco e di Napoli. Gli dissi però di sbrigarsi. Volevo vincere e non avevo ancora molti anni di carriera dopo tante rinunce per amore di Napoli. Sarei anche potuto andare altrove per vincere qualche cosa”.

“Diego era diverso in tutto. Era sempre capace d’inventare. Molti scrivevano che arrivava cinque minuti in ritardo all’allenamento ma io l’ho visto andare via anche un’ora e mezza dopo la fine quando restava a provare le punizioni. In allenamento si divertiva con l’allenatore Bianchi a palleggiare con le arance. Ci riuscivo anche io perché sono tonde. Lui era l’unico in grado di palleggiare con i limoni che sono ovali”.

La partita più bella della tua vita ?

Bruscolotti allarga la mascella in sorriso. “ La vittoria 1-3 contro la Juventus del 9 novembre 1986. Avevo subito mortificazioni e sofferto per anni prima di quella giornata meravigliosa. Ricordo che tirai anche io in porta un paio di volte. Eravamo convinti che avremmo fatto l’impresa e quel giorno capimmo che avremmo potuto vincere lo scudetto”.

Bruscolotti era definito “Palo di ferro” per la durezza del suo modo di giocare. Ne sanno qualcosa i centravanti che sono passati per le sue mani, anzi gambe. In campo però si è sempre comportato in modo esemplare ed ha meritato la fascia di capitano. Cosa ne pensa di Hamsik ?

“Sono stato anche io calciatore e non è mia abitudine dare giudizi. Il ruolo di capitano però è importante sotto tutti gli aspetti. Il capitano deve esser un uomo di polso e di carattere. Sarebbe stato meglio dare la fascia di capitano ad Higuain”.

Che consiglio dai al Presidente Aurelio De Laurentiis per il futuro ?

“Il campionato 2015—2016 è stato bellissimo e c’è adesso un importantissimo secondo posto da difendere. Il Presidente De Laurentiis deve continuare a completare questo mosaico vincente per vincere subito, presto non tra cinque anni”.

Giuseppe Bruscolotti in Optima

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