Da “L’America in un bar” a Optima Red Alert: il sound unico della Jack & Jack Band

La Jack & Jack Band selezionata nel corso del 4° appuntamento con Red Ronnie e Optima Red Alert: ecco la nostra intervista!

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Un suono identitario intriso della tipica essenza cantautoriale: questo è quanto emerso dalla quarta puntata di Optima Red Alert, nella quale la protagonista è stata la Jack & Jack Band. Originari della provincia Ovest di Milano, Jack Anselmi e i suoi hanno stupito persino Paolo Belli, che ha chiesto un recapito diretto con gli autori.

Per il brano Bye, scelto da Red Ronnie nel corso del 4° appuntamento con Optima Red Alert, la band si è avvalsa del tastierista modenese Rubens Menabue. L’avventura dei Jack & Jack nasce nel 2012, quando ancora Jack Lamura faceva parte del gruppo. Il filo rosso che la band ha sempre perseguito si è concretizzato in un EP di successo, L’America in un bar.

La nuova era discografica dei Jack & Jack, favorita da un’ottima distribuzione nei Digital Store e presso la Mondadori di Milano, è continuata sul palco nel 2014. Quello che sembra essere l’anno della svolta, con l’apertura dei live di Maurizio Solieri, Ricky Portera e Alberto Radius, è anche l’anno della separazione da Jack Lamura.

Da qui in poi, l’altro Jack del collettivo prende in mano le redini della sua carriera artistica e si dedica a un intimo percorso cantautorale, con il supporto della band di cui è chitarra e voce. Il gruppo si consolida con Salvatore Micciulla alla batteria, Roberto Alberio al basso e proprio Anselmi alla voce, oltreché alla chitarra.

Di seguito, la nostra intervista alla Jack & Jack Band.

Di dove siete e dove suonate?

Arriviamo dalla provincia Ovest di Milano e in occasione del pezzo che è passato a Optima Red Alert abbiamo invitato l’amico tastierista modenese Rubens Menabue che io (Jack) ho conosciuto in quanto vivo a Modena da circa 2 anni.

Che tipo di musica fate?

Noi facciamo la musica della Jack & Jack Band, ovvero non esiste un genere in particolare, cerchiamo di creare un sound che ci rappresenti e permetta di fare arrivare il nostro messaggio all’ascoltatore. Nel caso del pezzo “Bye” abbiamo optato per uno swing ma non si può dire che siamo una band swing. Sai non amiamo troppo essere catalogati.

Come e quando avete deciso di diventare un gruppo?

Siamo nati come gruppo nel 2012 quando con noi c’era il secondo Jack ovvero Jack Lamura da cui il nome della band, con quella line-up nel 2013 abbiamo fatto uscire un EP “L’America in un bar” contenente 5 nostri pezzi inediti sotto etichetta ET-TEAM uscito nei migliori Digital Store e venduto anche in Mondadori a Milano. Nel 2014 Abbiamo calcato dei bei palchi facendo da apertura a famosi chitarristi italiani come Maurizio Solieri, Ricky Portera e Alberto Radius. A fine 2014 Jack Lamura lascia la band e io (Jack Anselmi) inizio il mio percorso cantautorale e decido comunque di farmi accompagnare dalla Jack & Jack Band nelle mie creazioni molto più intime e acustiche del precedente disco e la band rimane un trio con Salvatore Micciulla alla batteria, Roberto Alberio al basso e Jack Anselmi chitarra e voce con aggiunta di eventuali ospiti ogni tanto.

A chi vi ispirate?

Nel primo disco ci sono stati una serie di band inglesi e americane che ci hanno ispirato, ovvero quelle degli anni 70 del panorama Rock/blues e Southern Infatti “L’America in un bar” rimane un disco molto rock blues. Da quando io ho preso la piega cantautoriale le ispirazioni ovviamente arrivano dai diversi songwriters sia italiani che americani, infatti alterno live con la band al completo a live chitarra, voce e armonica che danno più l’idea della dimensione cantautoriale. A volte il concerto lo suddividiamo in due parti, una acustica e l’altra elettrica.
E se posso permettermi dico che preferisco la domanda “A cosa vi ispirate?” Ci ispiriamo alla vita di tutti i giorni che se la si guarda con occhi curiosi può offrire tanti spunti per scrivere o per trovare il sound giusto.

Raccontateci un aneddoto su di voi.

Posso raccontarti un aneddoto proprio sulla canzone che è passata nel vostro programma. Pochi giorni dopo aver composto la canzone la feci sentire a una mia cara amica mentre sorseggiavamo una birra, la canzone era quasi completa però mi mancavano delle strofe nella parte dove il pezzo si abbassa di dinamica e cercavo qualcosa di ironico da infilarci dentro. Fu così che lei mi suggerì la frase “Ah visto che stai andando via, mi butti la spazzatura…” dicendomi guarda quando una persona esce da casa mia io gli mollo sempre la spazzatura da buttare…

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