Addio a Martin Landau, premio Oscar per il cinema e comandante Koenig in Spazio 1999

È scomparso a 89 anni il popolare attore di cinema e tv. Dopo aver studiato all’Actors Studio, aveva ottenuto la fama grazie alla tv, con "Mission Impossible" e "Spazio 1999". Negli anni Ottanta il ritorno al cinema, coronato dall’Oscar vinto con "Ed Wood" di Tim Burton.

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Addio a Martin Landau, il celebre attore di cinema e tv si è spento sabato sera a 89 anni, per complicazioni cardiache. Lo si era visto ancora recitare recentemente, nell’ultimo film di Atom Egoyan, Remember, nel quale interpreta un anziano sopravvissuto all’Olocausto. La fama di Landau è in gran parte legata alla televisione, dove è stato protagonista accanto alla moglie Barbara Bain (sposata nel 1957 e da cui poi divorzierà nel 1993), di due serie televisive di culto, Mission Impossible negli anni Sessanta e, negli anni Settanta, il celebre Spazio 1999, con il ruolo del comandante Koenig.

Nato a New York nel 1928 da una famiglia ebraica, padre austriaco, dopo un’iniziale carriera da vignettista al Daily News, Martin Landau cominciò la sua carriera d’attore entrando all’Actors Studio nel 1955 – ammesso quell’anno insieme a Steve McQueen –, dove divenne anche buon amico di James Dean. Uscito dalla scuola cominciò a lavorare a Broadway, ma la prima occasione cinematografica importante la ebbe con Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock nel 1959. Il maestro del brivido, fedele al principio secondo il quale il cattivo deve possedere la stessa eleganza e magnetismo dell’eroe (che qui era Cary Grant), destinò a Martin Landau, alto, raffinato, sguardo freddo e penetrante, il ruolo dell’insinuante assistente del malvagio James Mason. Poi Martin Landau indossò la toga per la parte di Rufio in Cleopatra (1963) di Joseph Mankiewicz.

La fama però arrivò con la televisione e l’agente segreto di Mission Impossible, dal 1966 al 1969, col quale ottenne diverse nomination agli Emmy e vinse anche un Golden Globe. Nel 1975, per tre anni, fu la volta di Spazio 1999, la serie fantascientifica ideata da Gene Roddenberry, già creatore di Star Trek. Martin Landau vi interpretava il comandante Koenig, capo della base Alpha situata su una Luna che, incredibilmente, esce dall’orbita della Terra e prende a viaggiare, quasi come la nave Enterprise, nello spazio profondo.

A lungo la carriera cinematografica di Martin Landau s’arenò, e per riportarlo in auge ci vollero Francis Ford Coppola, che lo volle per Tucker (1988) e soprattutto Woody Allen che, in Crimini e misfatti (1989), uno dei suoi film migliori, lo trasformò in un uomo qualunque che, schiacciato da una situazione che non riesce a gestire lucidamente, si macchia di un orribile crimine. Di lì una rinascita e una seconda giovinezza artistica, che ottenne il suo coronamento con Ed Wood (1994) di Tim Burton, nel quale, interpretando la commovente parte di un vecchio, malandato Bela Lugosi, ex icona del cinema muto e dell’horror finita malinconicamente in film di serie Z, ottenne un meritato Oscar come miglior attore non protagonista.

Dopo quell’exploit Martin Landau mantenne una presenza costante nelle serie tv – Senza traccia, Entourage: per entrambe ottenne una nomination agli Emmy – e al cinema, con apparizioni in X-Files – Il film (1998), EdTv (1999) di Ron Howard, The Majestic (2001) di Frank Darabont, e in alcuni film di Tim Burton, da Il mistero di Sleepy Hollow (1999) al recente Frankenweenie (2012), nel quale prestava soltanto la sua voce.

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