Brutta, sporca e cattiva: ecco la Seconda Guerra Mondiale di Call of Duty WW2 – Recensione PS4, Xbox One, PC

Sledgehammer Games riporta in auge il secondo conflitto globale in un titolo che non lesina sul gore duro e puro: siamo in guerra!

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La Seconda Guerra Mondiale torna in tutto la sua immancabile cruenza in Call of Duty WW2, il nuovo titolo della serie sviluppata dai veterani di Sledgehammer Games: un duplice ritorno sulla scena videoludica che sancisce di fatto un matrimonio che s’aveva da fare da un bel po’ di tempo. La dimostrazione arriva dalle pressanti richieste della community, stanca dei set futuristici degli ultimi anni e che auspicava al più presto un tuffo nel passato bellico nostrano. Abbandonare quindi esoscheletri e ambientazioni spaziali in favore di più classici suoli fangosi è stata una scelta tanto imposta quanto necessaria, per dare alla serie una verve che sembrava essersi smarrita già da qualche capitolo, e che in COD Infinite Warfare ha trovato il suo colpo di grazia: schienamento completato oppure Call of Duty WW2 riprende a combattere?

Corsi e ricorsi storici

Ritornare a calcare gli stage classici del secondo conflitto globale è ovviamente arduo, dopo anni di distanza dal tema e soprattutto dopo che l’avversario di sempre, Battlefield 1, ha rispolverato le battaglie stagionate già dodici mesi fa: il rischio di essere accusati di scarsa inventiva è dietro l’angolo, e Call of Duty WW2 lo sa bene, ma non per questo si tira indietro dinanzi a una sfida che, per quanto insidiosa, riesce indubbiamente a raccogliere consensi fin dai mesi precedenti il lancio sul mercato.

Nei panni del Soldato Daniels, gli utenti di fatto ripercorreranno le gesta degli alleati dallo sbarco in Normandia nel fin troppo noto D-Day, fino alla presa dell’ultimo ponte sul Reno, che di fatto spalanca le porte alle truppe capitanate dagli americani di entrare di fatto nella roccaforte tedesca e porre così fine alla guerra: una corsa, quella di Call of Duty WW2, lunga undici intense missioni che si susseguono senza soluzione di continuità, consentendo ai giocatori di prendere adeguatamente confidenza con il sistema di controllo e con le abilità uniche dei propri commilitoni.

Già, perchè tra una battutina e l’altra, Call of Duty WW2 ci mette tanta, tantissima sostanza: ogni compagno d’avventura, tra quelli che progressivamente verranno svelati nel corso dell’epopea bellica di Sledgehammer Games, supporterà infatti i giocatori con abilità molto speciali. Kit medici, ricarica completa delle munizioni, segnalazione bersagli, ricarica granate e supporto con i mortai: ogni tipo di aiuto sarà ben accetto, e consentirà di ribaltare il risultato di situazioni di gioco che potrebbero apparire già scritte. Ovviamente bisognerà gestire bene i tempi in Call of Duty WW2, dal momento che ogni singola abilità necessiterà di tempo per ricaricarsi prima di essere rievocata, fattore che spinge i giocatori a non abusare delle richieste nei confronti dei propri compagni di reparto se non nel momento in cui è strettamente necessario.

Il tutto si amalgama in un gameplay che ovviamente metterà gli utenti a confronto con la più variegata mole di armi, tutte finemente riprodotte e provenienti ovviamente dall’epoca storica di riferimento, con una difficoltà generale che si assesta sul medio alto: non è raro infatti il dover ripetere determinate fasi degli stage, complice una precisione assoluta da parte dei soldati nemici, capaci di mandare al tappeto anche con un solo colpo ben piazzato. In Call of Duty WW2 guarire dalle ferite non sarà automatico come nei predecessori, con la barra della vita posta in basso a sinistra che andrà alimentata a suon di Kit Medici da raccogliere in giro per i livelli, e da centellinare per le occasioni più concitate, dove di sangue se ne verserà parecchio. Un ritorno ai classici del videogame che ben si sposa col ritorno alla Seconda Guerra Mondiale

La casa del soldato

L’anima vera, il cuore pulsante di Call of Duty WW2 è però ovviamente il comparto multigiocatore: come nei predecessori della serie ovviamente, anche in questo nuovo ritorno al passato la cura per il multiplayer è certosina, e offre ai giocatori una serie di feature capace di tenere incollati allo schermo e al pad per ore e ore. La prima cosa da fare, una volta messo piede nel Quartier Generale di Call of Duty WW2 è ovviamente quella di selezionare il reparto di appartenenza: fanteria, aviotrasportata, corazzata, montana e spedizionieri le divisioni disponibili, ognuna ovviamente con il proprio equipaggiamento specifico e abilità uniche che renderanno l’esperienza ludica decisamente variegata. Come auspicabile, la scelta dell’una non preclude l’utilizzo delle armi dell’altra, con i giocatori che saranno lasciati liberi di mixare a proprio piacimento il tutto. Nel quartier generale poi tante saranno le aree cui si avrà accesso, dalla stazione di posta, utile a reclamare le proprie ricompense, all’ufficio del Maggiore Howard, che assegnerà missioni specifiche che ricompenseranno con adeguati bonus, tra cui spiccano i canonici Lanci di Rifornimenti con cui personalizzare il proprio alter ego digitale. Insomma, una vera e propria casa all’interno di Call of Duty WW2, nonché un hub social, in cui pavoneggiarsi e migliorare la propria confidenza con i comandi nell’attesa di lanciarsi nella mischia vera e propria delle furiose battaglie online.

L’atrocità della Guerra

Se da un lato abbiamo le canoniche modalità che possiamo definire cardine del genere, che non hanno di certo bisogno di presentazioni, dall’altra troviamo anche una decisa iniezione di innovazione che si materializza in Call of Duty WW2 sotto forma di Modalità Guerra: qui i giocatori troveranno ad attenderli una serie ben specifica di obbiettivi da conseguire, in una progressione lineare che avrà come unico vero nemico (o amico, a seconda della fazione per cui si combatte, ndr) lo scorrere incessante del tempo. Postazioni da occupare, artiglieria da distruggere o comunicazioni radio da interrompere, diversi saranno i compiti per chi aggredisce, con i difensori che dovranno saper respingere le ondate nell’attesa dei rinforzi alleati, che arriveranno al completamento del quinto minuto di assedio. Frenesia totale quindi, con i giocatori che, al termine di ogni stage di questa inedita modalità in Call of Duty WW2 si scambieranno i panni per rendere il dovuto pan per focaccia agli avversari, con l’obbiettivo di accumulare un adeguato numero di punti esperienza che consentano il level up e la miglioria del proprio arsenale.

Morsi e rimorsi storici

Immancabile anche in questo Call of Duty WW2 è poi anche la modalità Zombie, partita come chicca aggiuntiva nel passato più lontano, ma ora vero e proprio punto focale dell’esperienza ludica offerta da Activision. Come sempre, anche in quest’ultimo capitolo della saga gli utenti avranno l’onere di fare i conti con gli inossidabili non-morti: protagonisti della vicenda saranno questa volta dei cacciatori di opere d’arte, il cui compito di recuperare i reperti artistici dalle grinfie dei nazisti li porterà a combattere, loro malgrado, orde di feroci e famelici zombie, che in questa edizione di Call of Duty WW2 si presentano in diverse vesti, ognuno con pericolose caratteristiche che troveranno attuazione nel corso delle partite. Quattro personaggi in cerca d’autore che potranno contare su abilità speciali, che li renderanno decisamente unici nell’economia dei match, e potranno ribaltare le sorti dello scontro da un momento all’altro: Attacco consentirà di avere accesso a un boost temporaneo delle munizioni, che darà l’agio di sparare senza consumare le cartucce né avere necessità di ricaricare la propria arma; Controllo renderà gli utenti delle vere e proprie bombe a orologeria, capaci di danneggiare con uno scoppio i non-morti nei paraggi, lasciandoli momentaneamente storditi; Supporto attirerà i vaganti ma, allo stesso tempo, consentirà di infliggere loro il doppio dei danni normali, permettendo quindi agli alleati di tirare momentaneamente il fiato; in ultimo, Medico potrà agire indisturbato senza essere infastidito dagli zombie, un’abilità che permetterà di rimettere in sesto gli alleati caduti vittima dei famelici morsi nemici.

Il tutto trova un adeguato collante nel senso di progressione sancito dagli obbiettivi che Call of Duty WW2 impone ai propri utenti: se un tempo infatti i giocatori avevano il solo obbiettivo di resistere a quante più ondate possibile, acquistando armi e sbloccando via via nuove aree spendendo i punti incamerati con l’aumentare delle uccisioni registrate, nel nuovo capitolo della serie saranno disponibili diversi incarichi che, c’è da dirlo, renderanno la sfida proposta molto più ardua che in passato, complice ritmi serrati che non sempre permetteranno di avere ben chiaro lo scopo delle specifiche richieste avanzate dal gioco.

Conclusioni

Sotto il profilo tecnico, Call of Duty WW2 non lascia spazio a critiche di sorta: le scenografie proposte dalla campagna sono mozzafiato, con situazioni di gioco concitate che mettono in mostra una cura per i dettagli maniacale (gambe e arti mozzati in tempo reale sono di altissimo impatto, ndr), e tradiscono l’impegno profuso dai ragazzi di Sledgehammer Games nel corso di questi ultimi tre anni. Un titolo insomma, questo Call of Duty WW2, che riporta la serie ai fasti del passato, consentendo anche alle nuove leve del settore videoludico di approcciare magari per la prima volta al conflitto bellico per eccellenza, la Seconda Guerra Mondiale, vista la prolungata assenza dalla scena.

Pro

  • La cruenza della Seconda Guerra Mondiale elevata all’ennesima potenza
  • Multiplayer magnetico
  • Zombie cattivissimi

Contro

  • (A voler essere cattivi) Mappe multigiocatore troppo piccole e 6vs6 un po’ limitante

VOTO FINALE: 8.5/10

 

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