L’inspiegabile masochismo dei paparazzi contro Renato Zero, tra bufale e una grossa spaccatura tra i fan

I paparazzi contro Renato Zero sembrano non conoscere tregua: ecco le ultime foto a Milano con il volto coperto.

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I paparazzi contro Renato Zero? Non centrano uno scoop da tempo immemore. Eppure, sarebbero da premiare in quanto a costanza e caparbietà. Nella loro ultima impresa, scorgiamo un Renatino dal volto coperto che – udite, udite – evita l’obiettivo di chi lo becca in centro a Milano, mentre è intento a farsi i santissimi affari suoi.

Che fiuto per la notizia, direte voi, dal momento che non è la prima volta che Renato Zero evita l’obiettivo a volte invadente di chi ha intenzione di immortalarlo mentre sceglie zucchine e fagioli borlotti per il minestrone, oppure acquista un costoso capospalla da usare nel suo prossimo tour che sarà sicuramente un flop.

L’audacia di coloro che non sanno cosa dire e fare per cercare qualcosa di inesistente da proporre è davvero impagabile, soprattutto se tramutata in ostinazione nei confronti di un artista che NON vuole farsi immortalare in pubblico, poiché legittimamente vorrebbe ritagliarsi un stralcio di vita normale, magari scegliendo un momento per lo shopping.

Renato Zero è un personaggio pubblico, ma non per questo dovrebbe sentirsi costretto a essere strattonato in ogni momento, anche in quelli che ha il sacrosanto diritto di ritagliare per sè. Sarebbe impensabile farlo vivere come un recluso – discorso valido per tutti gli artisti del suo calibro e anche meno – perciò rimango convinta che non abbia nessun senso puntargli contro un obiettivo per farci sapere che fa shopping a Milano a volto coperto.

La scelta di voler mantenere la sua privacy ha da sempre spaccato il suo pubblico. Da un lato, ci sono molti che rispettano questa sua scelta, mentre dall’altra alcuni criticano questo comportamento, pretendendo più elasticità da parte dell’artista.

Solo qualche giorno fa, l’artista è stato intercettato per essere “interrogato” sulla sua mancata partecipazione al Festival di Sanremo, con relativa manipolazione della risposta data che ha generato una fake news virale nella quale si alludeva a un presunto dramma vissuto dall’artista. “Il mio tempo è scaduto”, avrebbe detto Renato, dando così l’innesco a una serie di supposizioni quanto meno fantasiose che sono spaziate in tutti i campi dello scibile umano. Vale di più una foto posata di fronte ai paparazzi o 50 anni di musica vissuti sul palco? Ci sarebbe da riflettere a lungo.

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Commenti (16):

Daniela

Ci mancava la perorazione giornalistica… Per i sorcini quattro foto stanno diventando un caso nazionale in grado di suscitare sacri furori, scomuniche, disdoro.
Sorvolo sul titolo del servizio che, prolissità a parte, confesso di non comprendere (“L’inspiegabile MASOCHISMO dei paparazzi CONTRO Renato Zero”… Proprio inspiegabile, in effetti, l’autrice deve averlo confuso col sadismo). Probabilmente, se R. avesse voluto davvero farsi i “santissimi affari suoi”, sarebbe stato sufficiente abbigliarsi in modo anonimo piuttosto che come un improbabile palombaro in cristalleria. Con una tenuta simile sfido chiunque a passare inosservato, foss’anche un oscuro impiegato del Catasto. I paparazzi “masochisti” (sic) hanno quindi fatto solo il loro lavoro, considerato, fra l’altro, che lo stesso giorno Renato è stato immortalato a cena e in hotel dai suoi stessi ospiti, i quali hanno prontamente diffuso le immagini su Instagram. È un personaggio famoso e attira l’attenzione, ciò che gli capita è del tutto normale. Certo, a volte può scocciare, ma si tratta dei cosiddetti rischi del mestiere. Chi intende realmente evitarli, ci riesce. Per restare alla generazione dei coetanei di Zero, in oltre 40 anni di carriera non abbiamo mai visto le immagini della famiglia di De Gregori; della moglie e del figlio di Venditti sappiamo solo perché sono, anch’essi, personaggi pubblici, ma le volte che il cantautore è stato sorpreso a fare shopping o assieme alla nipotina si contano sulle dita di mezza mano. Bennato ha tenuto nascosta sua figlia per quasi un decennio, non pervenute poi le escursioni di Battiato o di Baglioni, protagonista dell’ultimo Festival. Stiamo parlando di artisti molto amati, che hanno venduto milioni di dischi. Ma hanno fatto una scelta diversa. E, a quanto mi risulta, mai si sono negati a uno scatto o a un sorriso per strada, cosa che invece Zero rifiuta abbastanza spesso, non solo in quest’occasione e talora in malo modo. Non è vero, poi, che il Nostro sia sempre stato riservato: negli anni 1979-82 era protagonista incontrastato dei rotocalchi ai quali si concedeva copiosamente, con servizi fotografici e numerose interviste, falsi annunci matrimoniali (almeno cinque), clamorose dichiarazioni di ritiro (già allora), ecc. Non importa fossero bugie, importava rendere popolare anche alle famiglie un personaggio nato con intenti del tutto diversi e considerato fino a quel momento scomodo e pericoloso. E l’operazione riuscì in pieno. In seguito si deve essere stancato e compose una dimenticabile canzone, “Tiratura tiritera”, lamentandosi dell’assedio cui veniva sottoposto. Ma il gossip ai divi serve molto, altro che storie.
Quanto poi al voyeurismo del pubblico, effettivamente asfissiante, beh… ognuno ha i fans che si crea. Forse solo gli estimatori di Vasco somigliano in parte a quelli di Zero, ma in situazioni assai più circoscritte: la privacy del rocker di Zocca, che non è meno amato dello showman romano, viene infatti rispettata molto di più. A Renato non succede. Per “masochismo”? Per un complotto plutomassonico nei suoi confronti? Credeteci, se volete.
Ad ogni modo, come scrivevo all’inizio, è davvero assurdo montare un caso per una inezia simile, che sarebbe già stata dimenticata – assieme a quell’altra sul “tempo scaduto” – se non pensassero gli stessi sorcini a rinfocolarla, anche attraverso articoli come questo. Ben altra analisi meriterebbe il fenomeno Zero, ben altre sue dichiarazioni, purtroppo autentiche, avrebbero dovuto suscitare interrogativi e disagio, certa sua produzione artistica recente, i messaggi che sta veicolando. Questi sarebbero i temi sui quali “ci sarebbe da riflettere a lungo”. Invece, silenzio totale oppure una salmodia indiscriminata, un incessante peana al capolavoro, un’idolatria talmente supina da non saper cogliere l’ironia nemmeno in una frase d’un simile post. Ma rilassatevi una buona volta, Renato non è un povero martire, piuttosto domandatevi perché, malgrado i ripetuti proclami di Dio patria famiglia amore bontà & frugalità francescana il Nostro sia così sovente ingrugnato, mentre un tempo, povero e bistrattato sia dai benpensanti (che ora, invece, lo adorano) sia dalla stampa, era sempre disponibile a un sorriso, un abbraccio e una stretta di mano, davvero e non solo nei versi d’una celebre canzone.

Maury

Anche a me è sembrata sarcastica la frase sul flop, penso fosse riferita alle falsità che scrive qualcuno. ..Poi dico basta con questa mania di voler fare le foto, è stra noto che Renato le odia…fatevi ne una ragione. ..E poi anche noi non famosi facciamo fatica a ritagliarci un minimo di spazio per noi, figuriamoci un personaggio famoso. .. quanta morbosità, basta questo pedinare e assediare, è disumano. . . Io spero di rivederti presto, Zerovskij , nella stazione terra. ..non ho bisogno di pedinare e rubare scatti…

Claudio

Renato regalo del cielo….. mille emozioni in 40 anni di poesia….. semplicemente inarrivabile. Quando Renatino fra 100 anni non ci sarà più vedrete che vuoto incolmabile lascerà…… mai nessuno come te mio maestro…..

Massiminopasqua

Credo che X chi chiede una foto ed è un suo fan certo si resta male ma mettiamoci nei suoi panni se volesse fare una foto X tutti i suoi .. non avrebbe più neppure un minuto x lui !!! Renato ha
Tutta una sua filosofia di vita chi lo segue sa!!!! Nei suoi testi dice tutto e poi credo che lui guarda lontano Renato certe cose che hanno poco valore non gli interessano credo che X questa umanità lui soffre molto e dice tutto nelle due canzoni ma da solo non c’è la farà mai ! Lui in tante cose è arrivato prima di tutti si è messo a nudo contro tutti quando nessuno lo capiva ! Potrei scrivere tanto X qll che penso di Renato penso solo che attraverso i suoi discorsi e i suoi testi ha dato tanto quindi rifiutare qualche foto non possiamo condannarlo
!! Ci sta !!!!!

Sebastiano Allegra

Non potrò mai dimenticare il rifiuto per una foto insieme a lui dopo un concerto.. all’interno del ristorante dove lavoravo…..io che lo seguivo (perché non comprerò più un suo cd) da paleobarattolo ad allora…che delusione..

    Barbara

    Perché scusa tutto quello che ti ha dato, in termine di emozioni, da Paleobarattolo…è svanito davanti al suo rifiuto ad una fotografia? E quando avevi quella foto…cosa avevi in più? un trofeo da mostrare?…mi dispiace ma non è così che si vive….I sentimenti umani non hanno bisogno di un “click”……

    Elisa Ferrara

    Secondo me ha ragione Sebastiano ci sarei rimasta malissimo.anche io a un rifiuto . Non si fa così . specie in un luogo chiuso . Se lo fermi in mezzo alla strada è diverso ma in quel caso poteva farsela una foto . E lo dico da grande fan di Renato dagli anni 70

Laura arceri

paparazzi da strapazzo vi inventate.tutto

chi conosce renato sa che.non ama essere fotografato nella sua vita privata poi figuriamoci se dopo essersi coperto la faccia va a.parlare con barillari e gli dice il mio tempo è scaduto
. lavatevi la bocca prima di parlare di renato

Giuseppe

Hai scritto tutto bene.. tranne quel “sarà sicuramente un flop”! E qui casca l’asino…
Cosa vuol dire questa frase tutto quello che ha fatto è stato sempre una grandezza e basta non aggiungo altro!

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