Furto dati Facebook in Italia: notifiche partite, i provvedimenti da prendere se interessati

Partita ieri da parte di Facebook la campagna di comunicazione circa l'identità dei profili coinvolti nello scandalo di Cambridge Analytica

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Se rientrate nella cerchia dei 214.134 profili Facebook coinvolti nello scandalo di Cambridge Analytica lo saprete ben presto: da ieri 9 aprile è partita la campagna di comunicazione che allerterà gli utenti del proprio interessamento nella vicenda attraverso la comparsa di un apposito link nel News Feed (più precisamente nella parte superiore). Sono più di 87 milioni gli account Facebook i cui dati sono stati indebitamente sottratti, un numero che fa letteralmente impallidire.

La novità di questi giorni consiste nella notifica da parte del social network del rischio che si sta correndo nel concreto, inviata a ciascuno degli utenti coinvolti. Nel link, Facebook provvederà a spiegarvi cosa esattamente sta accadendo, annunciandovi anche la possibilità che qualcuna delle applicazioni che utilizzate stia trafugando i vostri dati personali per poi andarli a condividere con Cambridge Analytica, o chi per essa in futuro.

L’operazione è arrivata di certo troppo tardi, visto che ormai la frittata è stata fatta, ma, se non altro, da questo momento ognuno verrà messo minuziosamente al corrente della propria situazione personale, in modo anche da poter intervenire per correre ai ripari, evitando danni peggiori. A quel punto non potrete fare altro che togliere il collegamento al vostro account alle applicazioni che ritenete sospette o superflue (qualcuna di quelle in elenco potreste non utilizzarla più, ed a quel punto, per una pulizia accurata che di tanto in tanto va fatta, sarebbe preferibile sbarazzarsene).

Per risalire alla lista completa da smartphone e tablet, ecco la guida da consultare, con tutte le indicazioni per poter da subito intervenire sulle applicazioni collegate al vostro account Facebook che poco vi sconfinferano, e che temete possano mettere le mani dove non dovrebbero. Speriamo per voi non siate coinvolti nello scandalo di Cambridge Analytica: se pure fosse, adesso almeno sapete come muovervi.

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