Partono i ban automatici in Rainbow Six Siege: tolleranza zero sulla chat

Le promesse di Ubisoft sui ban Rainbow Six Siege sono state mantenute.

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Il team di Rainbow Six Siege ha promesso una forte repressione del linguaggio offensivo nella chat di gioco sin da marzo e sembra che stia davvero mettendo in pratica quanto detto. I giocatori hanno già sperimentato il nuovo sistema della chat e postato i risultati in un subreddit di Rainbow Six Siege, testimoniando ban di mezz’ora e due ore se si usa un linguaggio definito “tossico”.

Non è esattamente chiaro quali (e quante) parole attualmente facciano scattare il sistema di ban temporaneo automatico, ma alcune delle scoperte postate nel subreddit sono piuttosto sorprendenti. Gli insulti omofobi e misogini hanno messo al bando i giocatori fin da subito, ma le volgarità più generalizzate come “f**k” sembra non portino a ban.

A postare questi risultati è stato il redditor u/enforcerdestroyer, mostrando la schermata del menu di Rainbow Six Siege, con un banner rosso in alto che recita “Banned for toxic behaviour”, cioè “Bannato per comportamento tossico” e un timer che mosra un conto alla rovescia di 27 minuti. Enforcerdestroyer ha detto che il divieto lo ha colpito dopo aver usato un insulto omofobo in chat come test.

Lo scorso marzo, ma anche più recentemente, il responsabile della community Rainbow Six Siege, Craig Robinson, ha dichiarato che lo studio stava pianificando un giro di vite sui comportamenti tossici all’interno della comunità dei giocatori. All’epoca il team stava esaminando divieti che passavano da due a quindici giorni ma anche ban permanenti per gravi comportamenti dei giocatori.

Ora il Codice di condotta di Rainbow Six Siege mette in evidenza i divieti più brevi: 30 minuti per un primo errore del giocatore, due ore per un secondo e due ore per un terzo. Dopo tre “sbagli” del giocatore le regole dicono che Ubisoft indagherà sulla condotta e determinerà se applicare un divieto permanente all’account di un utente.

I ban automatico si applicano solo alla chat testuale, naturalmente, mentre non esiste ancora un sistema automatico per moderare le comunicazioni vocali, che continuano comunque a ricadere nel codice di condotta del gioco. I giocatori che hanno ricevuto ban possono poi contattare l’assistenza clienti di Ubisoft per presentare ricorso. C’è da segnalare che sui forum di Steam alcuni utenti si stanno lamentando, conmotivazioni del tipo “sono stato bannato per comportamento tossico, però gli hacker giocano ancora“.

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