Nessun aggiornamento EMUI 9.0 su Huawei e Honor oggi 10 novembre? Sconforto riscontro ufficiale

Mancano le prime notifiche per ora e la divisione italiana non lascia presagire tempi brevissimi

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Il giorno tanto atteso è arrivato: EMUI 9.0 su Huawei e Honor (almeno per alcuni modelli dei due brand) dovrebbe far capolino proprio oggi 10 novembre. Almeno secondo l’annuncio ufficiale commentato in questi giorni ma che, in questa mattinata, resta completamente disatteso. Cosa c’è da aspettarsi dunque nelle prossime ore?

Riavvolgiamo il nastro delle ultime comunicazioni ufficiali in merito all’aggiornamento EMUI 9.0 su Huawei  e Honor. Solo tre gironi fa, avevamo ribadito ai nostri lettori come l’update migliorativo fosse alle porte, secondo quanto riferito in una nota aziendale. Ancora, sulla base degli ultimi rumors, proprio il firmware incrementale  sembrava pronto a sbarcare non solo in Cina (madrepatria dei brand) ma anche nel resto del mondo. La lieta novella, per il momento, era riservata solo ai seguenti modelli: Huawei Mate 10, Mate 10 Pro  e, Mate RS Porsche Design ed ancora Huawei P20, P20 Pro. Per finire, stesso trattamento riservato agli Honor 10, Honor View 10 e Honor Play.

Ma proprio oggi 10 novembre, almeno per ora, nulla è accaduto e dell’aggiornamento EMUI 9.0 su Huawei e Honor compatibili neanche l’ombra, almeno nel mondo occidentale. Quello che preoccupa, a maggior ragione, è la presenza del feedback riportato dal profilo Twitter Huawei Mobile Italia al termine dell’articolo. Alla domanda specifica di un utente in cerca della notifica del roll-out, lo staff social non ha potuto che chiarire come non ci sia alcuna data di rilascio per ora.

Bisogna dunque preoccuparsi per il via della distribuzione del pacchetto software EMUI 9.0? Su Huawei e Honor già segnalati in precedenza, non c’è dubbio che il rilascio sia davvero vicino ma a questo punto quanto accadrà nelle prossime ore in Cina sarà fondamentale per comprendere anche il destino che attende l’Europa e dunque anche l’Italia. A questo punto, non è da escludere che il passaggio, dalle nostre parti, procederà molto più a rilento, speriamo tuttavia non troppo.

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