Anche Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti con Sfera Ebbasta dopo la strage di Corinaldo: “Provocare non è una colpa”

Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti si schiera dalla parte di Sfera Ebbasta dopo la strage di Corinaldo: "Le canzoni non hanno colpa"

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Dopo diversi altri colleghi negli ultimi giorni, anche Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti si è espresso sulla tragica vicenda della Lanterna Azzurra di Corinaldo, la discoteca teatro di una strage di giovanissimi in cui hanno perso la vita sei adolescenti e una mamma al concerto di Sfera Ebbasta.

L’ormai tristemente nota vicenda, da cui è scaturita un’indagine aperta dalla Procura di Ancona per omicidio colposo plurimo che vede impegnati gli inquirenti alla ricerca di prove sulla dinamica dei fatti e sui responsabili delle morti, ha scatenato un dibattito in rete sulle responsabilità degli artisti e sul peso della popolarità nell’era digitale in cui ogni messaggio è potenzialmente virale.

Il leader dei Thegiornalisti, intervistato da Vanity Fair e in copertina sull’ultimo numero della rivista, si schiera senza riserve dalla parte del trapper che è stato accusato di essere un cattivo maestro e di istigare il pubblico alla violenza. Violenza dalla quale poi possono scaturire tragedie.

Per Tommaso Paradiso è un discorso che non sta in piedi, perché una canzone o una qualsiasi opera d’arte e di cultura, per quanto provocatoria, non è responsabile delle azioni di chi ne fruisce.

Non si possono accusare i cantanti per quello che scrivono. È colpevole chi non ha badato a rispettare le regole di sicurezza. Ed è il tale con lo spray al peperoncino l’Idiota Ebbasta. Non Sfera. Il mondo di rap e trap vive di linguaggio provocatorio, si sa. Ma non per questo chi scrive o, peggio, chi ascolta quella musica è violento o sessista. A me piacciono i film di Quentin Tarantino, mi è piaciuto Gomorra, ma non vado in giro a sparare. Del resto, gli antichi Greci insegnano: la creazione artistica è catarsi. Altrimenti tutti gli spettatori di Medea di Euripide ammazzerebbero i loro figli.

Paradiso è molto lontano dalla trap come genere musicale: passato dall’indie al pop da primato in classifica con Completamente Sold Out e ora impegnato in tour con l’album Love, spiega di apprezzare Ghali e di trovare divertente la Dark Polo Gang, e chiaramente non demonizza alcun genere musicale per quanto controverso.

A chi lo accusa di essersi trasformato da cantautore della scena indipendente a popstar imborghesita, replica con la schiettezza che gli è consueta (qualcuno la chiamerebbe pure presunzione). Sì, il successo piace, soprattutto a chi viene dalla gavetta e Paradiso non rimpiange affatto i live per pochi intimi di un decennio fa, ora che il trio riempie i palazzetti con una serie incredibile di sold out che li porta ad aggiungere continuamente nuove date al Love Tour 2019.

Io voglio stare comodo, in una casa grande, vivere bene, non ho nostalgia di quando ci facevamo mille chilometri al giorno con il furgone per suonare in giro ed essere pagati quanto bastava per la benzina. Aspirare ai grandi numeri? è fondamentale! La Cappella Sistina, Picasso, i Beatles piacciono a tutti e un motivo ci sarà. Non mi sto paragonando a nessuna di queste cose, sia ben chiaro, altrimenti mi prendono per matto. Però quando vedo 12 mila persone saltare all’unisono in un palazzetto e vedo che questi 12 mila sono dai 10 a i 60 anni, sono contento. Thegiornalisti giocano nel campionato eterno della canzone italiana: canzoni per essere cantate da tutti.

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