Poca trasparenza tariffaria Vodafone e Fastweb secondo AGCOM: ultime multe agli operatori

L'Autorità prevede due sanzioni per i vettori mobili, cosa hanno omesso sui loro siti

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L’AGCOM interviene sulla trasparenza tariffaria garantita da Vodafone e Fastweb, pubblicando due ordinanze nei confronti dei vettori con relativa multa.  Entrambi non avrebbero osservato la normativa vigente, violando l’articolo 71, comma 1 del Decreto Legislativo del 1 Agosto 2003.

Per quale motivo non è stata garantita la trasparenza tariffaria ai clienti? Secondo l’Autorità, in primis Fastweb non prevedeva finora sulla home del suo sito un collegamento diretto alla pagina relativa all’argomento, contenente tutte le tariffe in vigore. La sezione dedicata esisteva comunque ma non così ben in vista. Come se non bastasse,  le pagine dei piani dedicati a privati e clienti business non contenevano determinate informazioni pure previste per legge. Queste e altre piccole omissioni hanno fatto scattare la sanzione che, essendo comunque considerata di lieve entità, non ha superato gli 87.000 euro.

In che cosa invece è stata carente Vodafone sempre in riferimento all’argomento trasparenza tariffaria? Nelle sezioni del sito dedicate sia ai privati che ai clienti business, secondo l’Autorità non sono stati adeguatamente  messi in rilievo i costi di attivazione, disattivazione e di recesso delle offerte mobile. In particolar modo poi, tra i piani telefonici dedicati al mondo imprese, non è stato per nulla chiaro il riferimento a piccole, medie o grandi realtà aziendali. L’AGCOM ha ritenuto dunque pure la condotta di Vodafone in materia di trasparenza tariffaria niente affatto corretta ma pur sempre con mancanze di lieve entità. Per questo motivo, anche l’ammontare della sanzione destinata all’operatore rosso è pari a 87.000 euro.

Le ingiunzioni per mancata trasparenza tariffaria dei due vettori sono direttamente consultabili sul sito dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con le rispettive ordinanze con protagoniste Vodafone e Fastweb. In entrambi i casi, AGCOM, dopo l’iniziale tentativo di ricorso alla decisione della sanzione, ha constatato la volontà dei due operatori di rimettersi in riga con quanto stabilito per legge, per garantire una comunicazione più chiara a clienti vecchi e nuovi.

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