Steve Jobs, ormai lo sappiamo tutti, chiuse il suo discorso ai laureandi dell’università di Stanford con la frase “Stay hungry, stay foolish“. Ma nell’ultimo periodo della malattia e dopo la sua scomparsa nell’ottobre del 2011 mi sono sembrati in tanti quelli che con la scusa della celebrazione hanno cavalcato/sfruttato l’attenzione verso il personaggio, dimostrando una fame che non era proprio quella auspicata dal co-fondatore della Apple.
Nello stesso ottobre







Emergono novità interessanti, almeno per quanto concerne il rapporto tra Steve Jobs e Google, nel nuovo libro di Steve Levy, intitolato: “In The Plex: How Google Thinks, Works and Shapes Our Lives”.

















