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Blackout a Lampedusa: niente Rete

Nell’epoca del digital divide e delle continue iniziative, atte a diminuire quello che ancora oggi risulta essere un gap tra le varie aree italiane in merito alla copertura della banda larga, avvengono tuttora episodi quantomeno singolari che finiscono con l’accentuare il problema.

Vedere per credere quanto avvenuto a Lampedusa, dove l’ancora di un’imbarcazione ha nuovamente creato un blackout informatico sull’isola, come avvenuto nel periodo natalizio. Cavo danneggiato (collocato tra Cala Grecale e Cala Pisana) e ira degli albergatori ai massimi storici, considerando la necessità di dover gestire le varie prenotazioni online e i tempi di riparazione nell’ultima circostanza (circa un mese). Si attende la risposta di Telecom.

Proliferazione dei piccoli impianti energetici

Sviluppo dell’energia nucleare? In Italia amiamo andare controtendenza. Prova ne è lo studio portato avanti da La Repubblica, che mette in evidenza come dalle nostre parti si stia assistendo ad una proliferazione di piccoli impianti energetici, gestiti da cittadini privati e che hanno il merito di non avere alcun impatto con l’ambiente circostante.

Nonostante le scelte dell’attuale Governo stiano andando in una direzione decisamente contrapposta, i numeri sembrano dare ragione al trend: basti pensare che dal 2007 al 2008 gli impianti di questo genere sono addirittura triplicati, passando dai 10.371 di 3 anni fa, agli oltre 35 mila dell’annata successiva.

 

Microsoft risponde a Google

Non sarà una svolta che eliminerà i problemi relativi al Digital Divide, ma l’iniziativa di Microsoft garantirà vantaggi sicuri ai proprio utenti. Nelle ultime ore, infatti, è stato diffuso in Rete Office Web Apps, ovvero la risposta del gigante dell’informatica a Google Docs.

Con tale novità, che, va ricordato, è assolutamente gratuita, per tutti gli utenti sarà possibile aprire file con dispositivi mobili come l’iPhone. Office Web Apps, inoltre, è assolutamente compatibile con il nuovo Office 2010, garantendo così a Microsoft quella competitività che rischiava di venir meno dopo le recenti iniziative assunti da principale motore di ricerca al mondo.

Hayward non parla: Bp all'angolo

Non sono mancati momenti di tensione in occasione della prima udienza che ha visto protagonista Tony Hayward, vale a dire il ceo di British Petroleum. L’uomo è stato processato per quasi cinque ore dalla commissione Energia e Commercio della Camera di Washington, dichiarando di non aver preso parte alla decisione, salvo poi aggiungere che l’Ente federale delle miniere aveva approvato il progetto.

L’opinione pubblica americana, in queste ore sta mostrando tutto il suo dissenso nei confronti di Hayward, ritenendo le sue risposte spesso e volentieri troppo evasive, oltre alla mancata conoscenza di elementi cruciali per capire effettivamente di chi è la responsabilità di quanto avvenuto.

 

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