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Google, pace con la Cina?
Il giorno tanto atteso è finalmente arrivato. La Cina è ad un bivio: dopo l’iniziativa da parte di Google di mettere fine al reindirizzamento dell’utenza cinese verso la home page di Hong Kong, quella odierna è la giornata che segna la scadenza della vecchia la licenza ICP (Internet Content Provider) nel Paese.
Insomma, da Mountain View un segnale di apertura è arrivato, lasciando quindi la palla al proprio interlocutore. Al momento alcune funzionalità del motore di ricerca risultano ancora bloccate, ma stando alle ultime indiscrezioni pare che il governo cinese sia propenso ad una soluzione conciliante, considerando anche la delicatezza dei rapporti con gli Usa.
Volo notturno per aereo a energia solare: test rimandato
Niente da fare per il primo volo notturno per l’aereo a energia solare. Hb-Sia Solar Impulse ha dovuto rimandare il proprio esordio ufficiale “non di giorno”, a causa di un guasto non preventivabile dal principale artefice del progetto, vale a dire l’esploratore Bertrand Picard. La conferma è giunta dal diretto interessato: “Un guasto ha colpito una componente essenziale del velivolo. Dobbiamo rinviare il decollo a un altro giorno”.
Quanto avvenuto, in ogni caso, non mette in discussione il progetto stesso, il cui iter prevede che dalle otto del mattino l’aereo riesca ad accumulare tutta l’energia necessaria per volare di notte.
iPhone 4: Apple ambigua attraverso i call center
Apple è in difficoltà. Le indiscrezioni relative ai problemi di ricezione con l’iPhone sono tutt’altro che prive di ogni fondamento, ma soprattutto non è valida la scusa utilizzata da Steve Jobs nei giorni scorsi, quando l’ultimo nato in casa Apple è stato paragonato agli altri cellulari, con tanto di impugnatura che tende a limitare il segnale ricevuto.
Dopo i rumors relativi alla diffusione sul web di una patch che avrà il compito, una volta installata, di porre fine al problema, emergono voci anche sulle direttive date ai vari call center nel fronteggiare le lamentele degli utenti. Risposte ambigue e che non tendono minimamente a fare il mea culpa quelle fornite da Apple.
Marea nera, Usa accettano aiuti da 12 Paesi
Gli Usa ammettono di aver bisogno di aiuto e questa volta decidono di accettare il sostegno di altri Paesi. A conferma che quello della marea nera causata da Bp rappresenta uno dei disastri ambientali più gravi nella storia degli States, Obama ha accolto di buon grado gli aiuti di 12 nazioni, tra le quali figura anche l’Italia, che assicurerà al personale addetto al contenimento del petrolio a largo del Golfo del Messico l’ausilio di due navi.
Il quadro generale resta comunque delicato, considerando l’arrivo nella zona dell’uragano Alex. Bp, dal canto suo, studia soluzioni alternative all’attuale tappo, iniziando a pensare al possibile trasferimento del greggio verso un’altra piattaforma.
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